Santorini celebra l'eruzione che l'ha creata
Dalle piccole isole di Nea e Palea Kameni vengono lanciati fuochi d'artificio che trasformano il cielo in una cupola arancione e oro, mentre dai caicchi e dalle navi da crociera ancorate nella caldera risuona la musica, spesso composta appositamente per la serata. Per pochi minuti, Santorini rinasce: non dall'eruzione, ma dalla sua memoria.
È possibile ammirare lo spettacolo dalle scogliere di Fira, Firostefani, Imerovigli e Oia. È un momento in cui natura e arte coesistono in un breve rituale dedicato a una terra che non riposa mai.
Il festival non si limita alla rievocazione dell'eruzione. Nei giorni precedenti vengono organizzati concerti, mostre, performance teatrali e laboratori, incentrati sul legame dell'isola con il fuoco, la creazione e la trasformazione. Santorini diventa per pochi giorni un "vulcano di cultura" a cielo aperto: dagli spettacoli nelle antiche cave ai complessi musicali nelle piazze dei villaggi, ogni evento racconta un frammento della memoria geologica e umana dell'isola.
Il Festival dei Vulcani è stato istituito nel 1991 e da allora si è evoluto in un evento culturale internazionale, con la partecipazione di artisti greci e stranieri. Spesso è accompagnato da collaborazioni con la Soprintendenza alle Antichità delle Cicladi e i musei locali, arricchendosi ogni anno di nuovi elementi come proiezioni, coreografie e attività partecipative.

