Un capolavoro di architettura romana all’ombra dell’Acropoli
Con una capacità di 5.000 spettatori circa, in marmo pentelico e pietre locali, l’Odeon era dotato, inizialmente, di una copertura in legno di cedro proveniente dal Libano, un'impresa eccezionale per l'epoca. Era utilizzato per esecuzioni musicali, gare di retorica e incontri filosofici, fino alla sua distruzione da parte degli Eruli nel III secolo d.C., tacendo per circa diciassette secoli.
La sua rinascita ebbe luogo negli anni Cinquanta, quando fu inserito nel programma di manifestazioni del Festival di Atene. Ogni estate, il teatro si trasforma in uno spazio dedicato all’arte, alle voci ed al silenzio, un luogo dove il passato e il presente dialogano tra loro sotto la luce della luna.
L’Odeon di Erode Attico fa parte del più ampio sito archeologico dell’Acropoli, ed è stato proclamato Monumento del Patrimonio Universale dell’ UNESCO. Dall’autunno del 2025, resta chiuso per lavori di manutenzione e valorizzazione, nell’ambito di una vasta opera di restauro realizzata dal Ministero della Cultura. Tali lavori hanno come obiettivo il mantenimento dell’autenticità delle superfici in pietra, il consolidamento della staticità del monumento ed il miglioramento delle infrastrutture per il pubblico, in modo da assicurare il funzionamento duraturo per le generazioni future.





























































