Per avvicinarsi alla storia e alle tradizioni locali, occorre soffermarsi sui dettagli degli abiti da sposa tradizionali, delle giordania (collane tradizionali) di corallo, delle bolie (foulard ricamati) e degli abiti a pieghe sotto i tessuti pesanti del grembiule e dello zipouni (gilet tradizionale), e ancora fermarsi davanti alle yatagan (spade corte a lama ricurva) e pistole del 1821, ammirare il bottone d’argento di Karaiskakis (celebre eroe della Guerra d'indipendenza greca) posto orgogliosamente sulla fermeli (il gilet riccamente ricamato che accompagna la fustanella, il gonnellino bianco pieghettato simbolo dei patrioti greci) e le armi dei combattenti del 1840. E poi scoprire, attraverso i modelli di imbarcazioni, i gozzi e i pescherecci, l'arte marinara degli abitanti di Salamina e osservare come scorreva la vita due o tre secoli fa.
Per comprendere la vita quotidiana del passato bisogna andare alla ricerca delle culle di legno e delle pinakotes (cassette da lievitazione di legno per l’impasto del pane), delle mastelle, delle casseruole di terracotta e dei rakokazana (distillatori tradizionali). Occorre fermarsi a osservare i telai per vedere cosa erano in grado di realizzare le abili mani delle donne con ritmicità e perseveranza. E ancora, ricercare i famosi merletti kopanelia di Salamina, l’arte tradizionale del pizzo con una tecnica analoga al tombolo, che è stata recentemente inserita nel Registro nazionale del patrimonio culturale immateriale della Grecia.
E poi leggere le clausole dei proikosymfona (atti notarili per accordi preliminari relativi alla dote), scoprire attraverso vecchie fotografie com'era Salamina a metà del XIX e all'inizio del XX secolo, ricordare i mestieri che stanno scomparendo e ammirare strumenti musicali e monete.





























































